sabato 10 febbraio 2007

Fight Club

Chi di voi non dovesse aver mai visto il film "Fight Club", o letto l'omonimo libro di Chuck Palahniuk, veda di rimediare al più presto, possibilmente prima di leggere questo post, che potrebbe contenere materiale spoiler... uomo avvisato...
L'intera trama ruota attorno ad un punto fondamentale: chi sei, e chi vorresti essere.
Ogni bambino, alla domanda "Cosa vorresti fare da grande?", ha la risposta pronta. Poi il tempo passa, le cose cambiano, si acquisisce una maggiore razionalità, ed ecco che all'improvviso, senza quasi rendersene conto, un'intera popolazione di astronauti, pompieri, eroi, e principi si trova a lavorare come impiegato, operaio, segretario.
Siamo realmente sicuri che sia questo ciò che vogliamo? Sbarcare il lunario è davvero l'attività più importante della nostra vita? Mio Dio, si vive una volta sola, come può soddisfarci spendere buona parte del tempo che ci è concesso agendo da insetti sociali? Tutti che si muovono, agiscono, pensano come una moltitudine di piccole formiche robot, facenti capo ad un unico, grande, cervello comune, che fornisce a prezzi scontati le risposte alle grandi domande sull'esistenza.
Davvero non vogliamo essere qualcosa di più? Credo che mirare a diventare Tyler Durden debba essere lo scopo di ciascuno di noi., prima ancora di pretendere di diventare qualcuno, di avere successo, di diventare fottutamente ricco.
Certo, forse Tyler ci spaventa. E' il nostro personalissimo Mr. Hide, è quel lato più irrazionale, istintivo ed oscuro della nostra personalità: bisogna però ricordarsi che esternarlo non significa snaturarci, esso è già parte di noi, ma anni di vita sociale ci ha insegnato a tenerlo ben nascosto nel nostro animo.
E allora perché temere di rispondere alla domanda "E tu chi sei?", Tyler Durden?

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