Si trattava della storia di un tale "Patch Adams" ( spero si scriva così, la mia memoria ogni tanto fa strani scherzi), un uomo che decise di praticare la medicina in un modo non consueto: portando il sorriso negli ospedali. Ma non è qui che voglio arrivare... Nel corso del film, come in ogni trama Hollywoodiana che si rispetti, è presente, tra le tante tematiche, la storia d'amore tra il protagonista e una ragazza del suo stesso College. E ora siamo finalmente arrivati al dunque: lui, per dichiararsi, durante il compleanno della ragazza, le legge parte di una poesia che da li in poi sarebbe diventata una mia ossessione. Ci ho messo anni prima di trovarla in versione integrale, e quindi di scoprirne l'autore... ma ne è valsa assolutamente la pena, visto il capolavoro di cui si tratta.
Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, né quando né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
